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Santaniello
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Collection

riflessióne (ant. reflessióne) s. f. [dal lat. tardo reflexio -onis, propr. «ripiegamento», der. di reflectĕre: v. riflettere].

“Riflettersi senza più ripiegarsi solo su sé stessi, cercando una collocazione nello spazio e nel tempo che possa suggerirci dove siamo arrivati e dove siamo diretti, anche solo per un istante. L’istantanea di un presente che continua a cambiare, trattenendo ciò che lo precede e immaginando ciò che lo aspetta.
L’ordine nel disordine, uno degli infiniti punti di vista.
Ecco ciò che siamo chiamati a raccontare oggi con le nostre collezioni, mentre ci osserviamo in uno specchio.” (Antonio Santaniello)

La collezione AI 22/23 di Santaniello è uno specchio attraverso cui siamo invitati a uscire da noi stessi e collocarci nel contesto, davanti a occhi contemporaneamente esterni e interni. Una provocazione verso l’individualismo, uno sguardo ai capi non più intesi come estensione del singolo ego ma in quanto coordinate che consentono di capire a che punto siamo e dove siamo diretti.

Capi come itinerari intrecciati e storie che si stratificano, attraverso strati sovrapposti, tessuti e lavorazioni che riflettono la continua ricerca del direttore creativo del brand, Antonio Santaniello. Madras di gusto inglese sovratinto, Shetland su militare, fiori rinascimentali e Galles sono i protagonisti della stagione.
Tante collezioni in un’unica collezione. Punti fermi e nuove coordinate.

Dalle interpretazioni stagionali dei classici già esistenti – Arechi, Nagon, Dowel e Fold, Clark e 945T – alle nuove esplorazioni dei versatili joggers Barone, i Gurkha pants Granata, i pantaloni cargo sartoriali Load, questa stagione anche nella versione Mirko, senza tasconi laterali.
Accanto alle giacche 2 bottoni, 3 bottoni strappato a due e doppiopetto, si continua ad attingere al mondo workwear per una diversa concezione di abito che prevede la presenza delle overshirt: Zagara, ormai un nuovo classico del brand e Anemone lanciata nella PE 22, con colletto a camicia e doppia tasca a toppa sul petto
Tornano anche i gilet: Follaro con scollo a V, 2 tasche e taschino a toppa sul fronte più classica fibbia regolatrice sul retro e il Silene con collo a giro e iconica tasca lavoro sui fianchi.
Anche i capispalla nascono da una rivisitazione dei modelli classici: il cappotto monopetto Riccardo con collo a camicia e bottoni nascosti e la field jacket Paul con bottoni di chiusura, tasche a toppa con soffietti, coulisse regolabile in vita e gilet trapuntato staccabile.

“Il periodo che stiamo vivendo ha messo in crisi tante certezze basilari, della moda in quanto moda e della moda in quanto uomini che la fanno, la vestono, la vivono.
Ciò che indossiamo riflette chi siamo, ben oltre l’idea che ognuno ha di sé stesso. Gli abiti contribuiscono a definire stili e modi di ogni momento storico, comprese le paure e le incertezze.
Mi piace pensare all’incertezza come a uno spazio creativo nel quale siamo invitati a districarci e trovare un senso.
A volte il senso è il semplice racconto: raccontare e quindi descrivere lo stato delle cose.
Riflettere nel senso di guardarsi da fuori, collocarsi anche solo per una frazione di secondo, senza la presunzione di dettare regole o creare novità.
A volte la novità sta semplicemente nella rielaborazione dell’esistente, nel maneggiare il disordine, l’insensato.”

Anche i colori riflettono il concept della collezione, offrendo un criterio utile a ordinarla, a risolvere i suoi enigmi. Nella palette della stagione AI 22/23 di Santaniello dominano i blu, i bordeaux e i verdi, abilmente trattati e abbinati per esaltarne o abbassarne il potere cromatico. La logica non si basa sui diversi colori ma sulla diversa interpretazione di una stessa tinta. Chiara, scura. Accesa o spenta, come se intervenissero luci e ombre pittoriche.

“Mi sono ispirato ai giochi di contrasto e chiaroscuro dei dipinti di Francisco Goya, dove luminosità e tenebre rivelano anime opposte ma capaci di convivere. Da una parte la celebrazione rassicurante di ciò che appare alla luce del sole, dall’altra il lato oscuro, fragile e tormentato da incubi, che ha portato il pittore a riflettere sulla tela i propri demoni interiori. Anche qui torna l’idea di convivenza tra ordine e disordine: tra ciò che si vede ma forse è semplicemente apparenza e ciò che si cela al di sotto. Nascosto in piena luce.”

Per la stagione AI 22/23 Santaniello presenta una capsule di blazer in beaver Loro Piana realizzati con la tecnica della tintura in capo che crea suggestive sfumature cromatiche.

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